Il recupero delle cose semplici e buone. Ma non solo: anche sperimentazioni e confronti di ricette e di alimenti. Tranquilli l'erba crescerà...

martedì 4 marzo 2008

È morto un cuoco di 20 anni



MORTE SUL LAVORO

Un grido,
un tonfo
e giù
dal sesto piano.

Sull’asfalto
si spezza un’esistenza,
miseramente, così
com’è vissuta.

In breve, attorno al corpo esamine,
si forma un cerchio
di uomini
con le mani che sanno
quanto sia duro
mettere pietra su pietra
dal primo respiro dell’alba
alla morte del sole.

Ecco
l’urlo di una sirena
ed i presenti, attoniti,
muti, guardando la scena,
impallidiscono;
un pensiero comune
in ognuno di loro;
poteva succedere a me!

Stasera
Sei bimbi ed una donna
Attenderanno inutilmente
Un viso adusto, sofferto ed amato.

L’acqua non potrà bastare
a cancellare le macchie di sangue
dall’asfalto.

Domani i colleghi manovali
continueranno l’opera.
La fine di un uomo
non può interrompere
l’avvio di un’impresa,
domani quell’uomo
resterà solo un nome, una vittima.

Stasera
sul treno che porta alla provincia
la massa attiva
del lavoro in città
un posto sarà vuoto.

Per un’illusione di vita
stasera un lavoratore
ha trovato nella morte la sua realtà.

Luciano Somma, poeta napoletano
copiato da
campaniademocratica il 8/12/2007 alle 14:3 In ricordo degli operai di Torino

Non è un necrologio di categoria.
Eppure è rivolto a quanti, come me, bazzicano i cd. Food-blogger, non tutti siamo cuochi ma forse avremmo voluto esserlo e forse, in piccola parte lo siamo.
Forse è il pensiero di un padre che vede la figlia studiare tanto per una professione ingrata?
E magari restare precaria per anni a fare un mestiere non suo?
Forse è semplicemente il pensiero di un padre che vede un giovane di 20 anni morire.
Diplomato cuoco.
Per salvare altri quattro sfortunati compagni di lavoro.
Che, a loro volta, si erano calati in una bara per salvare il primo.
In una autocisterna delle Ferrovie dello Stato (lo dicono qui, qui e qui).
Con la stupida generosità tipica di alcune persone.
Cito dall’ANSA di Paolo Melchiorre delle 20.15: “Michele Tasca aveva la passione della cucina: si era diplomato aiuto cuoco all'istituto alberghiero di Molfetta e aveva cominciato a lavorare stagionalmente, sia d'estate che d'inverno, a Cesenatico (Forlì-Cesena). Quando non lavorava lì, tornava in paese e "per non stare con le mani in mano", come ha riferito uno zio, faceva lavoretti saltuari, come quello alla 'Truck center', anche per pagarsi la rata dell'auto, una 'Polo', acquistata tre mesi fa con tanti sacrifici e che era anche la sua seconda passione.”
Il capo dello Stato auspica "che le parti sociali possano confluire sul testo del decreto da attuare sulla base della recente legge sulla sicurezza e sul lavoro".
Che posso dire?
Che possiamo dire?
Speriamo che sia così.
Magari tra due-tre anni apriva un blog e ci svelava i suoi segreti?




dati INAIL ITALIA 1996 - 2006

PER FAVORE:

5 commenti:

Lory ha detto...

Avevo 20 anni,primo giorno di lavoro ex Motta Galleria Duomo Milano,passo dalle cucine alle sale lavaggio,acqua da tutte le parti,cado mi rompo una gamba mesi dopo,mi devono operare..Nn è cambiato nulla!

Scribacchini ha detto...

Non è più tempo di parole.
Da tanto, ormai.
È tempo di fatti, ma non mi illudo più.
Patt

caravaggio ha detto...

è una piaga che non tende a diminuire ahimè buona domenica

max - la piccola casa ha detto...

MI son sempre chiesto una cosa: perché quando muore un soldato si fanno tante storie in pompa magna, adirittura le ficion, e quando ogni giorno muore qualche lavoratore niente?

mio padre faceva il cuoco, nelle cucine c'era pieno di amianto, a lui sono seccati i polmoni ma neanche un straccio di pensione e l'anno scorso e morto.

oltrettutto io lavoravo all'asl nel gruppo che seguiva le problematiche sull'amianto ...i cuochi però non erano considerati categoria a rischio ... nonostante tutte le coibentazioni...

sarà ma a me questo futuro che ci attende non piace per niente, intatno oggi il nano si è fatto la legge per non essere condannato ....

flat eric ha detto...

Ciao caro Max, ricordo ancora il tuo post discreto e sofferto.
Eric